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Iniziative & Progetti - 20-12-2025

Anversa e il ritorno strategico del taglio dei diamanti: una nuova opportunità per l’Europa

Negli ultimi vent’anni, Anversa, storica capitale mondiale del commercio dei diamanti, ha dovuto affrontare sfide profonde e strutturali. La crescita dell’India come hub manifatturiero a basso costo ha progressivamente spostato il baricentro della produzione globale. A questo si sono aggiunti fattori critici come la riduzione del credito bancario per gli operatori belgi, il rallentamento imposto dalla pandemia e il rafforzamento di nuovi poli commerciali come Dubai.
Oggi però lo scenario sta cambiando. E, per la prima volta dopo anni, l’Europa — e Anversa in particolare — torna a essere competitiva nella lavorazione dei diamanti.

Dazi USA e origine del prodotto: un cambio di paradigma

La svolta arriva dal contesto geopolitico e commerciale. Gli Stati Uniti hanno eliminato i dazi sulle importazioni di diamanti provenienti dall’Unione Europea, mentre su altri Paesi produttori — come l’India — gravano tariffe che possono arrivare fino al 50%.

Secondo le normative doganali statunitensi, l’origine di un diamante non è legata al luogo di estrazione, ma a quello in cui avviene la trasformazione sostanziale, ovvero il taglio e la lucidatura. Questo dettaglio tecnico sta ridefinendo le strategie di molti operatori internazionali.

Il risultato? Far lavorare un diamante in Belgio oggi può risultare più conveniente che produrlo in Asia, nonostante il costo del lavoro più elevato.

Il ritorno della manifattura ad Anversa

Sempre più aziende storiche del distretto diamantifero belga stanno riportando internamente parte della produzione, oppure valutano seriamente questa opzione. Non solo: produttori esteri stanno affidando il taglio alle unità belghe per beneficiare dell’origine europea del prodotto finito.

È vero che il costo della manodopera ad Anversa resta significativamente superiore rispetto all’India — in alcuni casi anche diverse volte maggiore — ma il peso dei dazi doganali sta ribaltando i calcoli economici, soprattutto per determinate pezzature e qualità.

Un settore ridotto, ma altamente specializzato

Negli anni, la lavorazione dei diamanti ad Anversa si è concentrata su un segmento ben preciso:
    •    pietre di grandi dimensioni,
    •    diamanti di alta qualità,
    •    produzioni destinate a brand di lusso e alta gioielleria.

Oggi il numero di addetti al taglio è limitato rispetto al passato, ma il know-how resta uno dei più avanzati al mondo. Questo rende il distretto belga particolarmente attrattivo in una fase in cui il mercato cerca tracciabilità, qualità e origine chiara.

Il supporto istituzionale fa la differenza

Un ulteriore elemento favorevole è arrivato dalle istituzioni locali. La Regione delle Fiandre ha recentemente semplificato le procedure per l’assunzione di manodopera specializzata straniera, consentendo alle aziende di ampliare la capacità produttiva.

Diverse realtà di primo piano del panorama diamantifero di Anversa hanno già annunciato investimenti e potenziamenti che entreranno in vigore nei prossimi mesi.

Europa, filiera corta e nuove strategie globali

Negli ultimi anni alcune soluzioni alternative — come il passaggio delle merci attraverso Paesi terzi — hanno attirato l’attenzione del mercato, ma non senza criticità. In questo contesto, l’Europa emerge come una soluzione più stabile, trasparente e conforme alle regole internazionali.

Quando la differenza tariffaria tra un diamante lavorato in UE e uno lavorato altrove diventa così marcata, la domanda che gli operatori si pongono è semplice:
quanto costa davvero produrre, e quanto velocemente posso consegnare un diamante conforme alle richieste del mercato USA?

Conclusione: una nuova fase per il diamante europeo

Non si tratta ancora di una rivoluzione, ma i segnali sono chiari. Anversa sta vivendo una fase di riposizionamento strategico, che potrebbe segnare l’inizio di una nuova centralità europea nella lavorazione dei diamanti.

In un mercato sempre più attento a origine, trasparenza, dazi e valore reale, il ritorno del taglio in Europa rappresenta non solo una scelta economica, ma anche una decisione strategica di lungo periodo.