Il Rapaport Diamond Report continua a essere il punto di riferimento più citato nel settore.
Ma cosa ci raccontano davvero gli ultimi dati sul mercato dei diamanti naturali?
Dietro numeri, tabelle e listini si nasconde una fotografia chiara: il settore sta entrando in una fase di analisi, selettività e ritorno alla qualità.
In questo articolo leggiamo i segnali del mercato con l’occhio del professionista.
Un mercato che riparte con cautela
Dopo la pausa stagionale, i principali operatori stanno tornando operativi. Tuttavia, non si tratta di una ripartenza impulsiva: il mercato sta valutando con attenzione le performance dell’anno precedente per impostare le strategie del nuovo ciclo.
Il messaggio è chiaro:
meno volume indiscriminato, più attenzione a stock qualificato e domanda reale.
Diamanti naturali: ritorno al valore intrinseco
Uno dei segnali più importanti riguarda la crescente preferenza per i diamanti naturali.
In particolare, risultano più richieste:
pietre sopra il carato
qualità ben certificate
tagli classici e forme ricercate
Il mercato sta premiando ciò che è tracciabile, riconoscibile e solido nel tempo, a scapito di una logica puramente speculativa.
Un chiaro indicatore che il cliente finale sta tornando a cercare valore reale, non solo prezzo.
E-commerce in crescita, ma con consumatori più selettivi
Il canale online continua a espandersi, con un aumento significativo delle vendite digitali.
Tuttavia, la crescita non è più “automatica”: i consumatori sono più attenti, informati e orientati al rapporto qualità/prezzo.
Questo significa una cosa sola per i professionisti:
trasparenza, competenza e posizionamento diventano decisivi.
Non basta essere online. Bisogna essere credibili.
I principali hub asiatici mostrano segnali di stabilità senza eccessi di entusiasmo.
Il sentiment generale è prudente: si acquista, ma con maggiore attenzione alla rotazione dello stock e alla marginalità.
Nel frattempo, il contesto geopolitico e le dinamiche delle materie prime (come l’oro ai massimi storici) contribuiscono a un clima di incertezza strategica.
In questo scenario, il diamante naturale si conferma come bene rifugio selettivo, non di massa